La decisione di separarci non è arrivata all’improvviso, ma è stata preceduta da anni di incomprensioni, di litigi, di fraintendimenti. E di discussioni in cui ci siamo accusati vicendevolmente sempre delle stesse cose. E alla fine di queste estenuanti decisioni – ne uscivo distrutta – non si arrivava mai a un bel niente.
Io, ferma sulla mie posizioni, lui sulle sue.
Per me era come cercare di sfondare un muro con una pallina ad tennis: ogni colpo di racchetta cercavo di darlo sempre più forte, ma di fatto il muro davanti a me era lì. Intatto. Senza nemmeno il più piccolo spiraglio.
Pochi giorni fa io e Lord Voldemort ci siamo trovati, non so come, a parlare nuovamente della nostra situazione. Non ne capisco il motivo, visto che non credo ci sia più nulla da dire. Senza contare che abbiamo ribadito gli stessi concetti talmente tante volte che sono perfino stufa di sentire la mia voce.
Ma questa volta c’è stato qualcosa di diverso.
Il Lord mi ha dato ragione. Ha ammesso di aver sbagliato.
Le parole precise sono state: “E’ vero, non mi ero mai reso conto (o forse facevo finta di non rendermene conto) di quanto fosse un problema per te vivere accanto a mia madre.”
E una frase del genere, detta da uno che non chiede mai scusa e che pensa di essere sempre dalla parte della ragione, assume una valenza decisamente importante.
All’improvviso, metà del muro è venuta giù come un castello di carte, la mia pallina da tennis non serviva più…bastava un soffio.
Ho aspettato per anni che mi riconoscesse un minimo di ragione. E l’ho fatto con quella rabbia e quella spocchia che ti fanno pensare con tono arrogante:”quando si renderà conto che non dicevo solo cazzate sarà troppo tardi e io mi prenderò la mia rivincita e me la riderò sotto i baffi”.
Bè, sarà strano, ma non ho riso per niente.
Ho scoperto che, a volte, la soddisfazione ha un sapore amaro.
E per averla si paga un prezzo piuttosto salato.
Raccolgo l’invito di Paola a scrivere dieci cose VERE di me, anche se ho deciso di non estendere il gioco ad altri. A volte ci sembra di conoscere noi stessi molto bene, ma quando poi siamo chiamati a parlare di noi, non è così facile descriverci.
Comunque.
1) Anche se mi piace dormire, ho capito che la notte è il momento della giornata che preferisco. Leggo, guardo la tv, parlo al telefono, pazzeggio in giro per casa, scrivo. Forse mi piace perché è l’unico momento tranquillo che ho per fare tutte queste cose.
2) Se non avessi un’insana passione per salumi e insaccati (cosa c’è di meglio di un panino con la salsiccia?), potrei tranquillamente essere vegetariana.
3) Adoro i telefilm americani.
4) Sono irrequieta. Cerco sempre il cambiamento e la novità, altrimenti mi annoio. Non sarà che allora non sono fatta per passare un’intera vita con lo stesso uomo?
5) Ho un animo nomade. Ho viaggiato parecchio e continuo a farlo, ma più vado avanti, più mi rendo conto che ci sono ancora un sacco di posti che vorrei vedere.
6) Sono alta più di un metro e settanta.
7) Una delle mie canzoni preferite è Mad About You di Sting. Mi ricorda un grande amore del passato.
8) Ho tre tatuaggi.
9)Verso i dodici anni ho avuto un periodo di totale dipendenza per un film: I Goonies. Lo guardavo tutti (e quando dico tutti, intendo proprio tutti) i giorni e a un cento punto me lo sono comprato anche in inglese (e pretendevo pure di capirci qualcosa).
10) Sono fondamentalmente una fifona. Ho paura a stare a casa da sola, paura del dolore, di fare gli esami del sangue, di ammalarmi, di sbagliare, di non essere all’altezza, di non essere abbastanza brava, bella, ricca e buona. Ma ho scoperto che le paure le sconfiggo facendo esattamente ciò che tempo. E serve. Eccome se serve.
Ho letto ieri sera una frase che mi ha colpita. Certo, l'ha scritta una giornalista americana un tantino femminista di nome Gloria Steinem. Ma mi è piaciuta.
BECOME THE MAN YOU WANT TO MARRY
E, tutto sommato, la trovo vera.
“Ho scoperto che se non le si prepara la pasta come primo piatto, mangia tutto più volentieri!”
“E’ inutile che le metti lo zucchero nel Nesquik, tanto lo beve anche senza”
“Non si mette il pigiama per andare a dormire? Io glielo mettevo sempre!”
“Per convincerla a lavarsi i denti, le ho detto che se non lo fa, va a finire che le diventano tutti neri. Poi ho pensato di mischiare un po’ del suo dentifricio con il mio, così le piace di più”
Sono stata via una settimana per lavoro. Giorni che la Piccola Lady ha trascorso con suo padre.
Diciamo che, normalmente, ad una madre, per sentirsi sicura e priva di sensi di colpa nei confronti dei propri figli, non basta una vita. E anche 85enne e sul letto di morte, avrà sempre il dubbio di avere sbagliato qualcosa.
A Lord Voldemort, invece, è bastata una misera settimana per sentirsi investito della carica di padre perfetto e aver deciso che tutto quello che io ho fatto finora per crescere nostra figlia è decisamente sbagliato e inadeguato e che solo lui ha tutte le risposte giuste in tasca.
Non so, ma questa cosa mi fa un tantino infuriare.
Quando io sono al lavoro, la Piccola Lady normalmente va all’asilo, da dove viene prelevata a metà pomeriggio dai miei genitori, che la tengono a casa loro fino al mio ritorno.
Ma adesso siamo ancora in vacanza, le scuole sono chiuse e quindi la Piccola Lady trascorre con i nonni tutta la giornata.
Ma ieri mattina, alle 7.30, ricevo un messaggio da mia madre: “Ho la febbre e il mal di gola”.
Ovviamente certe cose capitano sempre quando ho delle scadenze in ufficio che devo assolutamente rispettare e che quindi non mi permettono di assentarmi dal lavoro. Certo, c’è pur sempre il nonno, e cioè mio padre, ma di solito è mia madre che dirige l’orchestra e lui, essendo un uomo di altri tempi, ha delle pecche da non sottovalutare: non cucina, ignora dove siano le cose della Piccola Lady, è facile al pisolino pomeridiano…insomma per un’intera giornata è chiedere troppo.
Quindi non mi resta altra scelta che fare scattare il piano di emergenza e richiedere l’intervento tempestivo di Lord Voldemort. E già qui, commetto il primo imperdonabile errore di valutazione, in quanto, come già ampiamente dimostrato, l’aggettivo “tempestivo” nel vocabolario di Lord Voldemort, non esiste.
Cito dal Devoto Oli: “tempestivo. Agg. Presente o compiuto al momento opportuno. Es: Il tuo aiuto è giunto proprio tempestivo.”
E così, fiduciosa che tutto si sarebbe risolto in breve tempo, lo chiamo sul cellulare per richiedere la sua presenza.
Dopo 10 squilli nessuna risposta.
Riprovo dicendomi che magari non ha sentito. Ma dopo altri 15 squilli, ancora nessuna risposta.
Seguono altri quattro vani tentativi di mettermi in contatto con lui, quando comincio a sospettare che il Lord tolga la suoneria prima di andare a letto.
Questo dubbio comincia a farmi ribollire il sangue, ma cerco di mantenermi calma e compongo un sms, sperando che vedendolo capisca l’urgenza della situazione: “Emergenza! Chiamami appena leggi il messaggio”.
Nel frattempo arriva mio padre, del Lord nessuna traccia e io vado al lavoro sempre sperando in una telefonata risolutiva.
Che ricevo alle ore 10.30.
Esattamente tre ore dopo che ho fatto scattare il piano di emergenza (cito sempre dal mitico Devoto Oli: Emergenza: s.f. 1. Circostanza imprevista: bisogna essere pronti a tutte le emergenze. 2. Situazione di crisi o di pericolo).
E tutto perché il Lord – apprendo con sgomento – dorme con i tappi nelle orecchie per non sentire le chiamate (immagino che debba ricevere telefonate a getto continuo all’alba per optare per una decisione tanto drastica).
Ora io dico:hai una (ex) moglie e una figlia che vivono sole, e tu ti permetti di dormire con i tappi nelle orecchie? Io ho bisogno di te alle 7.30 del mattino, circostanza che capiterà una volta all’anno se è tanto, e tu mi richiami tre ore dopo che io ti lancio l’SOS?
Ok, non si trattava di una vera e propria emergenza. Ma…e se lo fosse stata?
Se avessimo ricevuto la visita notturna di un ladro che oltre alla TV, all’argenteria e ai gioielli, voleva portarsi via anche la mia collezione di scarpe firmate?
La mia reazione è stata immediata e incontrollata e, ancora una volta, ha fatto emergere la Ladyeffe scurrile che alberga in me.
“Tu adesso mi ascolti attentamente e quei cazzo di tappi li butti immediatamente nel cesso. Dopodiché prendi il tuo stronzo cellulare, metti il volume al massimo e cambi la suoneria: se vuoi mettine una che ti faccia capire che sono io, metti la colonna sonora di Profondo Rosso, l’ultima canzone di Tiziano Ferro, Topo Gigio che ti avvisa che ti suona il telefono, Berlusconi che grida “Cribbio rispondi!”. Insomma, fai come cazzo ti pare, ma dopo due squilli al massimo devi rispondere!!! Sono stata abbastanza chiara???”
Sì.
Ho scoperto che sono stata abbastanza chiara.
Perché per accertarmi che il concetto fosse pervenuto al destinatario, la mattina dopo alle 6.00 ho provato a chiamarlo e mi ha risposto.
Dopo tre squilli, ma ho preferito non essere troppo pignola.
Resta il mistero sulla suoneria scelta per identificarmi.
Quando tutto era già organizzato e deciso, con i biglietti per andare a vedere l’Era Glaciale 3 già acquistati e la Piccola Lady carica a pallettoni, mi spiazzi con questa telefonata:
“Senti, ma non è che per caso il mio biglietto per il cinema riusciamo a farcelo rimborsare? No perché Carlo mi ha invitato ad andare in barca con lui e onestamente non ho voglia di rinunciare a fare un cosa che mi piace.”
Delle volte ho dei dubbi, e mi soffermo a pensare che forse dovrei tornare sui miei passi, che forse c’è ancora spazio per rimettere insieme i cocci, che dovrei farlo per il bene della bambina.
Poi, per fortuna, fai o dici sempre qualcosa che mi fa ricordare chiaramente perché ti ho lasciato.
Se esistesse un premio annuale da assegnare a chi si è inventato la scusa migliore per evitare le proprie responsabilità, questo andrebbe di sicuro a Lord Voldemort, che alla mia domanda: “Che ne dici la settimana prossima di prendere un po’ con te la Piccola Lady (visto che io sto lavorando, tu ancora no, fa caldo e lei a casa con i nonni si annoia)?” ha avuto l’ardire di rispondere:
“No, settimana prossima è meglio di no, perché io ho un po’ di cose da fare e mi sento creativo”.
E per chi se lo stesse chiedendo: il Lord, nella vita, non fa il pittore, né lo scultore, né il poeta o lo scrittore e nemmeno lo stilista*. Ne’ nessun altro lavoro che richieda alcuna forma di creatività.
*in questo caso, forse, mi sarei immolata alla Dea Moda e non l’avrei lasciato, a patto che facesse di me la sua musa (tipo Audrey Hepburn per Givenchy) e creasse una borsa con il mio nome (Ladyeffe suonerebbe anche bene, no?)
Le ferie sono ormai un lontano ricordo, ma in ufficio le giornate sono ancora calde e soporifere: infatti non c’è un tubo da fare. E grazie al fatto che non abbiamo molto altro su cui concentrarci, Psicoeleonora si sente autorizzata a parlare a ruota libera (e per lo più a vanvera) abbandonandosi a confidenze intime e non richieste.
Così oggi, poiché mi sento particolarmente magnanima e generosa, ho deciso di condividere alcune perle tratte dal delirio agostano della mia cara collega. Tutte uscite dalla sua boccuccia nella sola giornata di oggi. Lo so, non ci si crede, ma tant’è.
Psicoeleonora versione seduttrice/attrazione fatale/America’s next top model:
“Lady, tu hai mai avuto la sensazione forte di piacere a qualcuno? Ecco, perché secondo me il ragazzo che ci fa le consegne con DHL mi guarda come se fosse interessato a me.”
Al bar a pranzo:
“Hai visto quello del tavolo di fianco come mi guarda?”
“Guarda, comunque io, quello che mi è venuto ad aggiustare la caldaia, non lo chiamo più…secondo me ci voleva provare”
“Comunque, dopo il lavoro che ho seguito per lui, il Dottor Serbelloni Vien Dal Mare, mi ha chiaramente detto che sono la sua preferita, unica e insostituibile…mi ha fatto commuovere! E comunque mi ha anche fatto capire che sarebbe interessato ad avere una storia con me!”
“Ti ho raccontato, di quando mi sono resa conto che il mio vicino di ombrellone ci provava con me davanti a sua moglie?”
Devo forse specificare che la nostra beniamina non è esattamente un essere mitologico con la testa di Linda Evangelista, le tette di Gisele Bundchen e il culo di Naomi Campbell (per non parlare del quoziente intellettivo, facilmente intuibile dalle cose che dice)?
“Io sono stufa di stare qui (avrei un’idea…che ne dici di andartene?), un sacco di gente mi ha detto che sono assolutamente sprecata per questo posto, che potrei fare molto di più. E poi zero riconoscenza, mai che qualcuno mi ringrazi per il lavoro che faccio (ma la parola stipendio ti dice qualcosa, o pensi sia un nuovo panino nella lista del bar dove mangiamo tutti i giorni?)
Rivolta al nostro capo:
“Tu ti rendi conto, vero, che senza Eleonora (sì, parla di sé in terza persona) saresti un uomo morto?”
Psicoeleonora versione PDR (Punto Di Riferimento)
“Ti ho detto che trasloco? Bè, non ci crederai (e infatti non ci credo), ma sabato dovrò accompagnare i miei vicini a vedere una casa, perché adesso che me ne vado io, se ne vogliono andare anche loro (mi chiedo come potrebbero vivere senza di te accanto…forse benissimo potrebbe essere la risposta giusta?)
Potrete facilmente capire quanto sia stata dura oggi la mia giornata.
Scintilla innamorata è volata in Oriente con il suo fidanzato. Vista la lontananza, non abbiamo avuto modo di sentirci, ma ogni tanto mi arriva qualche suo messaggio dove si dichiara estasiata dalla bellezza dei posti che sta visitando, nonché dalla bellezza della vita in generale.
Il mio amico Giacomo è rientrato anzitempo da una vacanza in Grecia perché la sua fidanzata si è svegliata una mattina e ha deciso che aveva bisogno di tempo per pensare.
E se una non finisce nemmeno una vacanza in uno sciccosissimo resort 5 stelle gentilmente sponsorizzata da lui, direi che non c’è molto da stare allegri.
La Piccola Lady ha passato una settimana al mare a fare la fidanzatina con suo padre, Lord V, il quale – “tanto è vacanza” – ha pensato bene di sovvertire tutte le regole comportamentali e alimentari che io, con grossi sforzi, cerco di trasmettere a mia figlia. Chupa Chups, orrendi ciucci di zucchero, patatine fritte, coca cola e gelati confezionati con il faccione di Hallo Kitty di un inquietante color rosa hanno regnato sovrani durante tutta la settimana. Senza contare che mia figlia andava a letto tutte le sere più tardi di me. Ma d'altronde, non è sempre così che va a finire?
Il gatto Novembre è stato padrone incontrastato della casa per una settimana, con le sole cure della Signora Letizia del primo piano, che ha amorevolmente cambiato la sua cassettina e la ciotola dell’acqua. Sospetto che non abbia affatto sofferto della nostra assenza, si è rifatto le unghie sul divano nuovo ed è stato avvistato nottetempo mentre passeggiava sui tetti del palazzo.
L’Adone del Sudamerica ha chiuso i battenti all’inizio del mese e, con ogni presunzione, è volato verso il suo paese natale. Probabilmente si starà riposando sulla spiaggia di Copacabana. Ancora non è tornato e di più non è dato sapere.
Mia nonna, visto il suo stato di salute, non è andata in ferie ma è rimasta nell’istituto in cui vive. Continua ad accendere candele per Lord Voldemort e sostiene che io sia incinta (forse dello Spirito Santo), che lei mi ha vista con la pancia e che tutti, lì dove vive lei, lo sanno.
Quanto a me, sono stata in Sicilia a casa di amici, ho mangiato arancini, granite e pesce talmente tanto che credo di essere a posto per i prossimi due anni. Ho preso il sole, fatto giri in barca, letto due libri e acquistato bellissime tazzine in porcellana locale.
Ma no. Nonostante qualcuno sostenga che quando si è al peggio si incontra l’uomo della propria vita (e credetemi, io alla partenza ero ridotta in uno stato pietoso), non ho incontrato proprio nessuno.
La prossima volta mi farò venire la varicella e, forse, sarò più fortunata.
Sapendo che:
1) Oggi pomeriggio partirò per la mia unica settimana di vacanza al mare.
2) Presumibilmente domani mi arriverà il ciclo, quindi diciamo pure che buona parte del mio soggiorno marino è rovinato
3) Stamattina mi sono svegliata con 38 di febbre e una gola che mi fa talmente male che mi sembra di avere un comodino piazzato lì tutte le volte che deglutisco.
A me viene in mente una sola parola: sfigata.